La legge del piede fuori

By martedì, Settembre 2, 2014 0 Permalink 7

E’ la notte del 1 Settembre, sono le 3, e il GattoGrigiodinomeGordon ha deciso che non c’è momento come il presente per dare la caccia ad uno sfacciato topino di corda.
L’altro quadrupede di casa è ben più controllato, sarà perché è femmina e quando combina qualche pasticcio fa in modo di non venire colta in flagrante. Sarà perché la gattaRossachesichiamaRiver nasconde un segreto.
Siamo in dolce attesa (sempre della gatta si parla), e l’avvicinarsi della data cruciale crea un’agitazione che di dolce ha ben poco. Ma è qualcosa che riguarda solo gli umani di casa e, come per la popolazione giù dalle scale di Downton Abbey, i padroni felini si aspettano che noi ci si gestisca i nostri problemi con uno straccio di autonomia.
E poi la notizia è un’altra, mi viene preannunciata l’ultimo giorno d’estate (il 31 Agosto, per quanto ne sapevo io si dovrebbe aspettare fino al 23 Settembre, ma mi fa gioco quindi ben venga): è il primo di Settembre e comincia l’autunno. Quattro persone (un familiare, un amico di vecchia data e due conoscenti) me ne informano separatamente. “Hai saputo che domani inizia l’autunno?”
E sia, mi son detta. Ieri notte era l’ultima notte d’estate, ed io ho avuto freddo.
Vieni, autunno. Vieni e giustifica la mia circolazione difettosa, vieni e abbracciami con una coperta mediana, né pesante né leggera, quella via di mezzo che ha tre giorni di utilità l’anno e va in temperatura un giro solo, come le ruote di un gran premio, che appena iniziano a funzionare al meglio conoscono il degrado.
E’ la prima notte d’autunno, ed io ho caldo.
L’unica soluzione è far scivolare un piede fuori dalla coperta (la coperta mediana, appena arrivata in temperatura), esporre un arto alla furia degli elementi, dei gatti, dei mostri sotto il letto.
Per scoprire ancora una volta che la perfezione è un puzzle disordinato, il ciuffo ribelle, il calzino spaiato.
A mattina qualche ora l’ho dormita. Ho sognato.
Sotto pressioni di mio padre ho giocato i numeri al lotto. Non sono un’esperta, e quando la tabaccaia mi ha chiesto “Se si sfalda il sogno smetto?” ho creduto mi chiedesse un’opinione sull’approccio all’esistenza.
E io stavo per risponderle che l’unica cosa di cui sono certa è che per raggiungere la temperatura ottimale uno deve mettere il piede fuori.
Per fortuna una vecchia signora mi ha suggerito.

No Comments Yet.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.