Arrow – Quando il video non basta

Avevo accumulato un ritardo clamoroso su Arrow. Nonostante la serie mi fosse piaciuta fin dall’inizio, per qualche ragione non mi sentivo… di appartenerle. È uno strano rapporto quello che si ha con la serie principe del momento, e ne parlo in termini generali perché confido si tratti di uno stato mentale condiviso, e non di un privato sintomo di malattia mentale.

Non capita spesso, ma quando succede è innegabile. La vita si tinge dello stesso filtro degli episodi (e con Arrow il filtro verdone scuro è evidente), le voci si affiancano a quelle degli amici e le preoccupazioni dei protagonisti diventano le proprie. È un amore travolgente, improvviso, omni-pervasivo.
Era successo con Supernatural prima (lo scoprii mentre lui era all’inizio della seconda stagione e dopo non sono più stata la stessa) ed è successo ora con Arrow.
Arrow ha un collega più piccolo e più giovane, una sorta di cugino spiritoso e pasticcione, che è Flash. È stato lui a riportarmi a Starling City, ironicamente.
The Flash (nessun premio per chi indovina) racconta le origini di… Batman! No, di Flash, sorprendentemente. L’ho detto e ripetuto fino alla nausea, ma se un tempo andavano bene dei supereroi fatti e finiti che arrivassero a salvare donzelle con le loro mutandone ascellari, oggi abbiamo bisogno di credere che un supereroe possa nascere dalla polvere, e quindi via andare con giovini implumi colpiti da fulmini il cui problema principale diventa un’eiaculazione così precoce che bisogna inventarle un nuovo nome.
Central city va’ te a sapere è ad un tiro di schioppo da Starling (esci alla 8 poi allo svincolo per Gotham e Blüdhaven tieni la sinistra).
Tra mascherati ci si capisce, quindi Ollie ha crossoverato un paio di (felicissime) volte agli Star Labs (Flash non ha una caverna perché la serranda si aprirebbe troppo lentamente per lui, invece ha un mega laboratorio galattico che avrebbe dovuto essere un acceleratore di particelle, ma è esploso con tutte le conseguenze del caso e allora adesso la usiamo come super-prigione. Non si butta via niente) per dare una mano a Barry nel gestire i suoi nuovi irruenti poteri.
Avevo abbandonato il Cappuccio Verde e lui mi ha ritrovata. Così qualche settimana fa ho volentieri iniziato quella che i drogati come me definiscono una “chiusa brutta”, cioè una sequenza di giornate il cui culmine insindacabile sia almeno uno meglio due episodi di una tal serie. E’ un’overdose pianificata.
Non nascondo che a volte viene vissuta quasi come un lavoro, il che è delirante.
Altre, più rare, volte è amore.
Come in questo caso.
Qualche sera fa sono arrivata pari con la programmazione in corso ed ora mi sento persa.
E’ magnifico farsi le scorpacciate di shows, salvo poi finire le scorte e trovarsi ridotti a guardare un episodio a settimana come un primitivo.
L’unico dato positivo è potersi fermare a riflettere, esattamente come con un amore; dopo i vapori allucinogeni dei primi incontri si riacquista uno straccio di lucidità e si esamina l’oggetto di quell’amore, cercandone i limiti e le mancanze che ridimensionino la passione.
Io mi sono impegnata e quindi ho trovato questi.
Difetto 1: Oliver non si allena più quanto nelle stagioni passate. Quella povera salmon ladder (la cui funzione, nelle immortali parole di Felicity, è fondamentalmente di “distrarla”) è lì che prende polvere e ciò è un grave spreco.
Difetto 2: quando gli show-runners identificano chi sia il personaggio preferito dal pubblico (il cosiddetto woobie) se ne approfittano, e in questo caso hanno approfittato di Olicity (Oliver+Felicity, ovviamente. Sarebbe stato perfetto. Lo è quasi stato. Should’veCould’veWould’ve. But didn’t). Il meccanismo è sempre lo stesso, quello vincente: lei lo ama. Lui la ama, ma proprio non può, per via delle grandi responsabilità che gli arrivano dai grandi poteri. Per via della punta che ha già con Ra’s al Ghul che poi pare brutto far aspettare la gente. Al fianco di lei appare magicamente il terzo (che di solito ruba tutto ai due litiganti), bello anche lui, ma non altrettanto. Nobile anche lui, ma non altrettanto. Complicato, ma… Non tanto (sul 740 non ci soffermiamo che è da superficiali).
Il terzo è facile. Il terzo è disponibile.
Lei mica può aspettare in nome dell’amore. Ché un cuore palpitante qua è come un detonatore, se non lo disinneschi in fretta sai che pasticcio. Non importa che ne venga cambiato l’obiettivo, l’importante è arrivare al sodo. E a questo proposito aggiungo: io ODIO Raymond Parker. Poverino, non è colpa sua, né tutto sommato di Brandon Routh (che le sue colpe le ha già). Ma più di tutto odio Felicity, che altrimenti adoro: obiezione 1 – che fretta c’era maledetta primavera. Obiezione 2 – forte della tua ritrovata indipendenza (perché impegnata con un altro), cogli l’occasione di trattare Oliver a male parole anche quando non se lo merita, il che vanifica le sgridate quando se le merita. Obiezione 3 – indossando sempre rossetti flash (haha) mi hai convinto che anche io possa permettermelo. Non è così.
Difetto 3: parliamone, di questa punta con Ra’s. Parliamo della punta della spada di Ra’s che trapassa Oliver da parte a parte a metà torace. Altro che resistenza guadagnata con l’allenamento, Mister Queen si spara un’imprecisata quantità di tempo a frollare nella neve, con ferita di cui sopra, poi due tazze di tè, un camino acceso e bon, come nuovo. Con il gusto che questo genere di serie ha per il name-dropping (e sto parlando anche con te, Gotham) io mi aspettavo un Pozzo di Lazzaro. ALMENO.
Difetto 4: Laurel. E qui ho le mani a triangolo davanti agli occhi a coprire un rassegnato sospiro. Laurel. Laurel, Laurel, Laurel. Per me Katie Cassidy è sempre “LaPrimaRuby“, prima degli impianti al mento (sono completamente a favore della chirurgia estetica, se se ne senta la necessità. Ma nel caso di Katie Cassidy la preferivo al naturale). Ero felicissima di rivederla. Fin dall’inizio ha avuto tutta la mia simpatia, visto che, siamo onesti, Oliver è uno stronzo inqualificabile in fase naufragio della Gambit. Non solo ti faccio le corna modello cervo reale, nel procedimento “ammazzo” anche tua sorella. Son quelle cose che rovinano i rapporti.
Nell’ultima versione stagione 3 Laurel ha indossato la giacchetta di pelle e si è trasformata in Canary. Mi intenerisce moltissimo quando ne prende un sacco e una sporta perché ancora non è addestrata, mi commuove il desiderio che ha di raccogliere l’eredità di sua sorella, mi ha emozionato quando preda della droga Vertigo ha affrontato proprio Sara che la accusa di essere una farsa. Bello! Eppure il personaggio ha sempre un’aura di sicumera e giudizio facile per me, e così non riesco mai ad apprezzarla fino in fondo.
Difetto 5: la mania che le serie americane hanno per la verità a tutti i costi e di conseguenza l’incazzo di chi “si senta tradito”. Allora, facciamo un distinguo: se non ti dico che sono Batman perché non sono pronta a dirti che sono Batman, non hai alcun diritto di sentirti offeso, si tratta di qualcosa di mio, di privato e di personale e costringermi a rivelare dettagli della mia vita in nome della verità come se fossimo in tribunale è manipolatorio.
Diverso quando qualcuno tenga per sé rivelazioni che coinvolgano altri. Ci sta che Babbo Lance sia leggermente risentito perché tenuto all’oscuro della morte della figlia più giovane. Pur tuttavia a mio parere la completa damnatio che Laurel subisce di conseguenza è eccessiva. Eccheccacchio, è pure tua figlia anche lei, sta soffrendo a sua volta e tu già che ci sei la privi anche del rapporto affettuoso con l’unico genitore che si preoccupa di lei (Mamma Lance a.k.a. River Song va e viene, e seguire l’evoluzione del personaggio secondo la DC non fa che confondere le idee, visto che nella versione del fumetto [1947] Dinah è la Black Canary originale). Proprio papà dell’anno.
Difetto 6: io mi sono rotta i coglioni (sic.) di “it’s complicated”. Il più delle volte non lo è. E’ una frase cuscinetto che rallenta i dialoghi, soffoca la tensione e fondamentalmente non dice un cazzo di niente.
Mi fa sempre pensare a quel momento in Scary Movie 4 in cui si fa la parodia de La Guerra dei Mondi (versione Tom Cruise 2005) “Non c’è tempo di spiegare” “Attacco alieno!”.
Difetto 7: qualcuno deve prendere da parte Thea e calmarla un secondo. Ho capito che sei turbata, ho capito che Malcolm a sua volta non rischia di vincere papà dell’anno, ho capito che soffri anche tu perché tanto in Arrow in un modo o nell’altro soffrono tutti a livelli indicibili e l’angoscia non viene elaborata MAI, il che lo rende dolorosamente simile alla vita vera. Però, tatina, io spero che trovi in fretta la sua strada e la smetta di, consapevolmente o meno, sabotare tutti i piani che Oliver riesce ad inventarsi per salvarla.

Certo è vero che trovare i difetti in qualcuno che ami lascia un po’ il tempo che trova.
E infatti a stento aspetto stasera, perché non vedo l’ora di vedere quanto e come se la prenderà Ra’s che ho il sospetto sia il tipo che non è abituato a sentirsi dire di no.

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